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Corso in food security: le nuove frontiere del miglioramento genetico vegetale

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Sezione 1, Percorso formativo: Corso In Food Security: Le Nuove Frontiere Del Miglioramento Genetico Vegetale

Sezione Sezione 1 – Offerta Formativa Trasversale e di Base
Settore agricoltura zootecnia silvicoltura e pesca
Ambito Nuovi settori hi-tech nella Regione Puglia
Denominazione Percorso Corso In Food Security: Le Nuove Frontiere Del Miglioramento Genetico Vegetale
Descrizione Ambito L’igiene e la sicurezza degli alimenti costituiscono oggi requisiti fondamentali, sempre più legati al rispetto di corretti comportamenti del personale impegnato ai vari livelli della filiera alimentare nelle attività di manipolazione, modalità di conservazione e distribuzione e alla gestione degli ambienti dove le lavorazioni avvengono. Il ruolo dell’alimento e i suoi componenti di base rivestono un’importanza altrettanto rilevante per comprenderne e valutarne la qualità complessiva delle materie prime presenti sul mercato, al fine di fornire la massima garanzia a consumatori sempre più esigenti. Tutti questi principi sono contenuti in norme di Legge rivolte indistintamente a tutti gli operatori del settore alimentare, sia che trattino prodotti alimentari distribuiti allo stato “sfuso” o già preconfezionato ( il cosiddetto “Pacchetto Igiene” e le norme sulla “Rintracciabilità alimentare”); attraverso queste norme viene coniugato l’obbligo della responsabilità e della tutela nei confronti del consumatore, imponendo all’operatore di adottare procedure di prevenzione delle situazioni di rischio nelle proprie attività per garantire il rispetto dei requisiti igienici nelle varie fasi lavorative e distributive degli alimenti, nella varie fasi di lavorazione della filiera alimentare.
Figura di Riferimento Figura non codificata
Descrizione Figura Il tecnico in food security si occupa di ricerca di nuovi prodotti, partecipazione alla loro ingegnerizzazione e studio di problematiche connesse al miglioramento di prodotti già esistenti. Studia inoltre le problematiche connesse alle fasi di produzione, dall’acquisto della materia prima all’immagazzinamento del prodotto finito e controlla la qualità e la definizione delle metodiche di controllo. Infine, si occupa del controllo di qualità partecipando all’identificazione degli elementi da controllare, dei range di tolleranza, delle metodiche di controllo, ecc. Questa figura trova occupzione nei centri di ricerca e sviluppo dove mette a punto, considerando le tendenze del mercato, nuovi prodotti, stabilendone le caratteristiche quali quantitative, le modalità produttive, le modalità di incarto e confezionamento per una adeguata conservazione, ecc. Se si occupa della produzione, curano l’intero ciclo di lavorazione di uno o più prodotti e possono avere una funzione di assistenza alla produzione oppure essere responsabili essi stessi di linea di lavorazione, reparto o stabilimento. Infine, se si occupa dell’acquisizione della materia prima, devono preoccuparsi che i fornitori mettano a disposizione materie prime aventi determinate caratteristiche precedentemente specificate.
Obiettivi di Apprendimento Lo scopo del corso è di fornire allo studente una panoramica dello stato dell’arte nel settore del miglioramento genetico avanzato, far acquisire al corsista le conoscenze di base sulle principali peculiarità delle piante da frutto in relazione alla loro influenza sul miglioramento genetico tradizionale e sulle biotecnologie.
Livello di Complessita Tecnico
Durata (in ore) 200
Prerequisiti d’ingresso Giovani da 19 a 29 anni sulla base dell’analisi degli obiettivi di crescita professionale e delle potenzialità.
Titolo di Istruzione Secondaria Superiore o almeno 3 anni di esperienza nell’attività profesisonale di riferimento.
Contenuti Formativi 1. Principi di miglioramento genetico delle piante da frutto
a) Introduzione al corso e principali peculiarità delle piante da frutto
b) Variabilità dei caratteri e miglioramento genetico. Importanza dei centri di origine. Germoplasma frutticolo: importanza, raccolta e conservazione.
c) Processo di miglioramento genetico mediante incrocio nelle piante da frutto. L’ideotipo. Dimensionamento dei programmi di incrocio. Il doppio pseudo-test cross. Metodi di miglioramento genetico in piante autogame, allogame e dioiche
d) Importanza delle mutazioni spontanee e selezione clonale. Le chimere. La mutagenesi indotta. Applicazioni pratiche della modificazione del grado di ploidia2. Principali obiettivi del miglioramento genetico delle piante da frutto:
a) Adattamento ambientale e considerazioni sul miglioramento genetico dei portinnesti
b) l’habitus vegetativo e produttivo della pianta
c) riduzione del periodo giovanile e controllo genetico della biologia riproduttiva delle piante (l’autoincompatibilità e la dioicia)
d) la resistenza a patogeni
e) il calendario di maturazione e le caratteristiche qualitative dei frutti3. Applicazione delle diverse tecniche di coltura in vitro nelle piante da frutto:
a) Tecniche di coltura in vitro e principali applicazioni pratiche.
b) Morfogenesi in vitro e rigenerazione.
c) Variabilità somaclonale e selezione precoce in vitro
d) Ottenimento e utilizzazione degli aploidi
e) Trasformazione genetica nelle piante da frutto e applicazione della transgenosi nelle piante da frutto

4. Biotecnologie frutticole
a) Introduzione al corso di biotecnologie frutticole e applicazioni delle tecniche di analisi del DNA
b) analisi di diversità genetica
c) le sequenze dei genomiche nelle piante da frutto
d) costruzione delle mappe genomico-molecolari nelle piante da frutto e identificazione di marcatori associati a caratteri monogenici
e) Analisi QTL
f) Selezione assistita precoce.

Modalita Valutazione Finale
degli Apprendimenti
La valutazione degli apprendimenti deve essere coerentemente strutturata in funzione delle competenze (conoscenze e capacità) che si vogliono rendere evidenti. I ruoli impegnati nella valutazione degli apprendimenti sono:
– un esperto dei contenuti formativi sviluppati all’interno del corso (individuato tra i docenti del percorso formativo);
– un esperto di progettazione formativa, di norma è colui che ha provveduto a progettare ed erogare il percorso formativo (può essere individuato in un rappresentante dell’agenzia formativa).La prova di valutazione potrà fare riferimento a due tipologie:
– prova teorica (test a risposta multipla, questionari di apprendimento, ecc.)
– prova tecnico-pratica (simulazioni, role playing, ecc.)
In funzione dei contenuti formativi sviluppati all’interno del percorso formativo dovrà strutturata la prova di valutazione finale.
Preliminarmente alla prova di valutazione vanno identificati gli indicatori da osservare e le loro modalità di messa in trasparenza in riferimento della prova valutazione.
E’ necessario altresì prevedere e indicare la durata della prova. Tale durata deve essere compresa in un range che va dalle 2 alle 5 ore in funzione della complessità della prova.
Attestazione finale Attestato di Frequenza con profitto
Fabbisogno Occupazionale Il settore agroalimentare sta attraversando una fase di trasformazione in cui si stanno evidenziando una serie di problematiche legate alla concorrenza, ai cambiamenti di stile di vita dei consumatori, all’ evoluzione dei materiali da imballo ecc. a livello europeo direttive già recepite da leggi nazionali o da recepirsi spingono le aziende a modificare tecniche e materiali per l’imballo o a rivedere l’organizzazione dell’igiene dei prodotti alimentari che deve basarsi sull’autocontrollo nelle diverse fasi di produzione. Si rende quindi indispensabile una figura professionale come questa che ha competenze specifiche su tutta una serie di problematiche. L’occupabilità di questa figura professionale risulta abbastanza alta (si tratta di una figura abbastanza ricercata dalle aziende) come pure la sua rilevanza (Fonte: ISFOL).
Note Riferimento al Repertorio delle professioni ISFOL Agroalimentare “ Tecnologo delle produzioni alimentari”

Codici ISTAT correlati al percorso formativo

Codice Descrizione
3.1.5.4.2.1 quality manager nella produzione alimentare
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